“La foglia di un albero è lo sforzo senza fine della terra di comunicare con il cielo”
Rabindranath Tagore
Tutto il percorso ha inizio nei giorni della quarantena ed esprime il personale tentativo di affrontare tale particolare momento. Il mio è uno sguardo decisamente privilegiato, perché nel lento scorrere di quel tempo sospeso, ho avuto il dono di essere libera di immergermi nella natura, stringendo con essa un patto di conoscenza, intimità e fiducia.
Tutto si è fermato, ma soltanto esteriormente perché l’anima si è espansa, danzando con gli alberi ed il vento e, prendendo per mano le foglie si è alleggerita, ritrovando se stessa.
Attraverso questa intima osservazione, ogni foglia mi evocava un gesto, una linea un colore che ne desiderava cogliere l’essenza. Sorgevano immagini femminili archetipiche che andavano a fondersi e compenetrarsi di natura, fino a dissolversi in essa.
Così immagino che percepissero le donne dell’antica Lidia che si abbandonavano ai languidi ed erotici movimenti della Kordax, danza femminile estatica, al punto di trascendere sentendo dentro se stesse l’eco dell’armoniosa sensualità della Grande Madre.












